IL MIO INCONTRO CON PIETRO ARCHIATI ( e la sua valigia)
- Fabio Delizia
- 16 dic
- Tempo di lettura: 3 min
Questa storia, per quanto riguarda la parte della valigia, risale a fine novembre 2025.

Quando incontrai Pietro Archiati correva il lontano 1995.
In realtà dapprima, nel 1994, incontrai quello che fu il suo primo libro “Le nuove frontiere della libertà”, quando, cercando un testo sulla “Filosofia della libertà”, di cui quell’anno ricorreva il centenario, mi imbattei in quel testo.
Leggendolo mi resi da subito conto che mi trovavo di fronte ad un gigante del pensare, e ad una persona che aveva capito in profondità Steiner.
Ero appena tornato da un evento sul centenario della Filosofia della Libertà a Milano, sospinto da un’amica; a quell’evento parteciparono importanti filosofi italiani e antroposofi “esperti” di quel testo…(non metto i nomi) ma io mi annoiai a morte.
Qualche giorno dopo trovai il libro di Pietro in fondo ad uno scaffale della "Libreria Editrice Psiche", da cui mi rifornivo dei testi di Steiner: libreria che qualche anno più tardi sarebbe divenuta l’editore del mio libro - fu una svolta.
Quel testo per me era acqua fresca, dissetante.
Leggendo quel libro provai un profondo senso di gratitudine, che volevo manifestare scrivendo una lettera a questo autore sconosciuto… e che mi immaginavo con una lunga barba bianca, un vero e proprio saggio!
Ma come facevo? Dove lo trovavo? All’epoca non esisteva internet e ancora meno la possibilità di rintracciare informazioni con la facilità di oggi.
Passò qualche mese e, in un scuoletta Waldorf vidi appeso in una bacheca, un volantino fotocopiato, in bianco e nero, di un convegno che si sarebbe svolto a Roma, e tenuto da un tale …. Pietro Archiati!!
“Wow è quello del libro!” dissi tra me e me.
Fu così che partii con il mio zainetto in spalla alla volta dell’hotel Parco dei Principi a Roma, dove rimasi come folgorato da quelle giornate.
Certo ci sarebbe molto da dire e scrivere anche sul quel primo incontro dopo la conferenza, quella sera dove, dopo averlo profondamente ringraziato per il libro, gli chiesi di pubblicare altri testi, sopratutto sui temi della cristologia di Steiner…( tra l’altro, non sapevo nemmeno che era stato un prete), e lui mi rispose dicendo: “Libri? Libri? Volete solo libri!! Avete tutta l’opera omnia di Steiner! leggete quella!! ”
Io ero molto giovane allora, ma la storia mi diede ragione, non solo per tutti i libri che pubblicò successivamente e che furono molto ricercati e che sono attualmente preziosi, ma sopratutto per quelli di cristologia, che erano forse i più venduti; per non parlare poi dei seminari tenuti sul Vangelo di Giovanni, parola per parola in greco, svoltisi nei decenni seguenti: delle vere perle di Sophia.
Cari amici, vi chiederete perché raccontarvi tutto ciò?
Perché quella sera, non avrei mai immaginato che da allora, da quel lontano 1995, e fino ad adesso, per tutti gli anni seguenti scesi a Roma, almeno una volta all’anno (se non di più) per, prima ascoltare le conferenze, e poi collaborare con Pietro Archiati; ed ancora successivamente tenere conferenze in prima persona (la prossima sarà nel febbraio 2026!).
Ma quella sera, incontrando quella persona, non mi sarei nemmeno immaginato che un giorno avrei ricevuto in dono quello che era il suo bagaglio, quando fu costretto a “scappare” dall’Italia, per andare vivere in Germania…
Quando Pietro morì qualche anno fa, ho conosciuto “casualmente” (con molte virgolette), in quell’occasione una sua nipote Anita.
Questa primavera, mentre stavo per iniziare una conferenza qui a Torino, fui raggiunto, da un messaggio di Anita che mi diceva, se avessi accettato di ricevere in dono la valigia dello zio, quella con la quale lui si trasferì Germania. Lei non poteva tenerla ed aveva pensato che fossi io la persona giusta a cui poteva consegnarla, per custodirla ! una pò come uno di “famiglia” - una famiglia spirituale ovviamente, rispetto a quella di "sangue" di Anita.
Inutile dirvi che questo messaggio mi trapassò il cuore e come mi sentii durante quella conferenza. Ovviamente accettai con gioia e gratitudine.
Ma soltanto ieri sera, in ritorno a casa dal centro Italia, ho fatto una deviazione verso Brescia, per andarla a ritirare da Anita.
Poco fa l’ho sistemata proprio vicino ai suoi libri e all’opera omnia di Steiner, accanto ad una delle mie librerie.
Si può leggere sopra “west Germany” e “Piero Archiati”.
Devo decidere ancora cosa mettere in quell’enorme valigia, ma posso dirvi che quel libro che per me è come una reliquia, e che mi avvicinò a Pietro, quel testo che trovai chinandomi proprio vicino ad una libreria più di 30 anni fa, ora non è molto lontano da lei.
Concludo questo post, storico-biografico (magari in futuro ne farò altri, vedremo se vi va) con un pensiero di gratitudine, perché solo questo sentimento posso provare per quell’essere umano, il cui nome appare scritto ora lì accanto ai suoi libri posti nella libreria.
Fabio










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